Maestri dell’Ottocento Siciliano tra Collezionismo ed Antiquariato- VI

ELENCO OPERE ESPOSTE

  1. ERMINIO KREMP Mareggiata al tramonto – Pag. 8
  2. MICHELE CATTI Barche tra le rocce – Pag.12
  3. MICHELE CATTI Veduta del golfo di Palermo con monte Pellegrino – Pag.16
  4. MICHELE CATTI Via di Palermo – Pag.20
  5. MICHELE CORTEGIANI Veduta del golfo di Palermo – Pag.24
  6. FRANCESCO PADOVANI Il matrimonio di Guglielmo II – Pag.28
  7. MARIO MIRABELLA Campagna con raccolta delle olive – Pag.32
  8. DOMENICO BATTAGLIA Interno del Duomo di Monreale – Pag.36
  9. SALVATORE MARCHESI La partenza di Colombo per le Indie – Pag.38 Lo sbarco di Colombo nell’isola di Guanahani – Pag.40
  10. MICHELE CORTEGIANI Veduta di Monreale – Pag.44
  11. MICHELE CATTI Dopo la messa – Pag.48
  12. MICHELE CORTEGIANI Cortile con mulo – Pag.54

23/05/2008
Maestri dell’Ottocento Siciliano tra Collezionismo ed Antiquariato- VI.
a cura di Antonello Governale

Altamura Editrice , Palermo 2008 (CATALOGO ESAURITO)
Catalogo della mostra di esposizione di Dipinti dei secoli XIX e XX Maestri dell’ Ottocento Siciliano presso “Associazione Culturale Antonello Governale”, Via LibertĂ  102/a Palermo 23 Maggio – 7 Giugno 2008

PREMESSA AL CATALOGO

L’incontro di questo maggio con gli amatori della pittura siciliana dell’Ottocento e Novecento ci permette di presentare uno ristretto numero di opere inedite, scelte con cura per le intrinseche qualità artistiche.

Esse sono il frutto di una ricerca costante sul mercato e tra private collezioni, indirizzata ad opere significative di alcuni dei più interessanti artisti siciliani del periodo ormai piuttosto rare, sia perché già collocate in prestigiose raccolte e sia anche per la pressante ricerca che di esse oggi viene effettuata da uno stuolo di nuovi collezionisti. Ha molto influito sulla rarefazione, inoltre, anche il notevole incremento di valore registrato da queste opere negli ultimi anni, evidenziato dall’andamento dei risultati delle aste specializzate del settore.

Ovviamente, al di fuori della ben nota motivazione dell’investimento e del guadagno che se ne può trarre e delle intrinseche qualità artistiche contenute, va ribadito come esse esercitino un richiamo particolare anche perché rappresentano un felice momento culturale della Sicilia molto prossimo a noi, quello della fioritura nell’isola delle ricchezze espressive “dell’arte nuova” con l’avvento di una nuova classe sociale della grande borghesia dei commerci e della produzione che rivendicava il proprio ruolo di guida della società, e per il particolare fascino del paesaggio mediterraneo in esse rappresentato nel quale gli stessi siciliani identificano la propria terra.

Presentiamo qui dunque alcune interessanti opere inedite, fra le quali appaiono due dipinti di Michele Catti, artista operante tra i due secoli XIX e XX, che rende con intenso lirismo la propria personale percezione della natura, in Barche tra le Rocce e Veduta del Golfo di Palermo con Monte Pellegrino, egli esprime con levità di tocco e notazioni cromatiche sfumate ed indefinibili la serena visione di una veduta marina con delle barche all’ancora, e nell’altra la visione del golfo di Palermo all’imbrunire con la nota sagoma del Monte Pellegrino, resa in tenue tonalità azzurrina in un attimo di intensa contemplazione della natura.

Dello stesso autore appare anche Via di Palermo, piccola tavoletta raffigurante un paesaggio urbano, una scena di vita cittadina ripresa “dal vero“ e dipinta dall’artista in forme evanescenti che appena colgono particolari e persone, ma imprimono movimento facendo vivere la scena tra sogno e realtà.

Ancora assolutamente interessante, dello stesso artista, è la tela : Dopo la Messa, che registra la data del 1886 ed appare uno dei documenti ispirati alla poetica di Giuseppe De Nittis col quale dimostra di avere analogie di sensibilità e di interessi ancora marginalmente colti dalla critica. E’ questa, attorno al 1886, una fase artistica di Michele Catti nella quale egli ancora definisce più compiutamente la propria pittura, ed esprime nelle affollate scene che popolano una via o l’uscita di una chiesa, tutta la propria gioiosa vitalità per le risonanze della natura, lontana dalla visione pessimista che albergherà in opere successive al 1900. La tela appare citata dal De Gubernatis già dal 1889 nel suo “Dizionario degli Artisti Italiani Viventi” e la sua identificazione qui oggi, con la comparazione con due opere note di analogo periodo, rappresenta certamente una nuova occasione per una maggiore conoscenza dell’artista.

Ritroviamo una tela di Erminio Kremp, artista legato da intenso sodalizio artistico a Michele Catti : Mareggiata al Tramonto, affascinante visione di un mare in tempesta che si frange contro una scogliera in una giornata ventosa, costellata da intense nubi che lasciano trasparire appena in lontananza, sull’orizzonte marino i riflessi dei raggi del sole ; ed una interessante tavola di Mario Mirabella, La Raccolta delle Olive, soggetto ampiamente trattato da vari artisti contemporanei, dal Michetti al Lojacono del quale il Mirabella fu allievo ed assiduo seguace, qui totalmente ispirata ad un’opera del maestro, sia per tecnica esecutiva che per impaginazione scenica.

Sono ancora in mostra tre interessanti opere del raro pittore Michele Cortegiani, un acquerello : Cortile con Mulo con la scena dell’interno di una casa contadina siciliana, che rende un attimo di vita quotidiana nella attenta e minuta rappresentazione del particolare, una splendida Veduta del Golfo di Palermo osservata dal lato della costa di Romagnolo, nella quale l’artista appare cogliere attentamente ogni particolare della scena, dalla sagoma del Castellamare appena visibile sulla sinistra ai particolari della costa dell’Acquasanta con il Monte Pellegrino sullo sfondo, resi nella intensa luce di uno splendido mattino con una nitidezza e trasparenza magistrale che solamente l’artista, al pari del proprio maestro Lojacono riesce a rappresentare.

Infine, sempre del Cortegiani appare un’opera assolutamente straordinaria del 1899, appena prima del suo trasferimento a Tunisi, lontana da influenze di altri artisti, una Veduta di Monreale, nella quale egli riprende un paesaggio “en plein air” con la rappresentazione di una strada irta e ripida che conduce a Monreale. Gli effetti della luce resa così magistralmente, che appena filtra fra le intense e corrusche nubi del cielo e che rende malinconico il paesaggio, e la sagoma del paese con la prospettiva delle montagne che si perdono a vista d’occhio lungo la linea di un orizzonte sempre più illuminato per l’arrivo del bel tempo, rendono pienamente la straordinarietà dell’opera.

Appaiono inoltre anche due tele di Salvatore Marchesi, La partenza di Cristoforo Colombo per l’America e lo Sbarco nell’Isola di Guanahani, rare perché le uniche note di soggetto storico, eseguite dall’artista e riferite all’iniziale periodo operativo in Sicilia, attorno al 1886, straordinarie per l’invenzione delle scene arricchite da molteplici personaggi in fastosi costumi d’epoca, rappresentanti una fase artistica nella quale il Marchesi, a contatto col clima mediterraneo dell’isola, esplode in opere di straordinaria solarità ed elevato livello.

Inoltre è presente una piccola tavola di Francesco Padovani, raro artista siciliano allievo prima di Andrea D’antoni e successivamente di Salvatore Lo Forte e vincitore del concorso indetto dal Municipio di Palermo per il noto dipinto La Rinuncia della Feudalità Siciliana, oggi presso la Galleria d’Arte Moderna di Palermo, del quale si espone il bozzetto del perduto dipinto : “ Il Matrimonio di Guglielmo II con la figlia della Regina d’Inghilterra”, ed infine una tela del napoletano Domenico Battaglia, artista specializzato in opere di soggetto sacro, rappresentante L’Interno del Duomo di Monreale.