Dipinti Europei tra Collezionismo ed Antiquariato IV

 ELENCO DELLE OPERE ESPOSTE

CATALOGO DELLE OPERE DEL XVII SECOLO

  1. IGNOTO ARTISTA NORDICO La Flagellazione – Pag. 10
  2. ANDREA BOSCOLI La Lapidazione di S. StefanoPag. 12
  3. ANTONIO CIRCIGNANI Incoronazione di spine di Gianni PapiPag. 14
  4. MATTHIAS STOMER Cristo Deriso  Pag. 18
  5. NICOLAS REGNIER Giuditta con la testa di Oloferne  Pag. 32
  6. JUSEPE DE RIBERA Cristo Deposto Pag. 38
  7. JUSEPE DE RIBERA GesĂą fra i Dottori Pag. 44
  8. JUSEPE DE RIBERA S. Sebastiano in preghiera Pag. 54
  9. JUSEPE DE RIBERA S. Onofrio Pag. 60
  10. NICOLAS TOURNIER I santi Pietro e Paolo di Didier BodartPag. 66
  11. NICOLAS TOURNIER Cristo e l’adultera Pag. 70
  12. HENDRICK VAN SOMER San Paolo primo eremita Pag. 76
  13. GIOVANNI FRANCESCO GUERRIERI La Negazione di S. Pietro Pag. 80
  14. FILIPPO DI LIAGNO o ANGELI Il Serpente di bronzo; L’Andata al calvario di Giancarlo SestieriPag. 86
  15. GIACINTO BRANDI S. Rocco di Emilio NegroPag. 92
  16. JAN VAN DER STRAET Ciclo del Giudizio Universale Pag. 96
  17. JOHANN MELCHIOR ROOS Paesaggio con rovine, pastore e capre Pag. 102
  18. AGOSTINO TASSI Episodio di storia romana con sfondo del Pantheon di Giancarlo SestieriPag. 106
  19. TROPHIME BIGOT L’Incredulità di S. Tommaso Pag. 110
  20. MAESTRO DEL LUME DI CANDELA Cristo davanti a Caifa Pag. 114
  21. JOACHIM SANDRART Quattro Sensi: La Vista, L’Olfatto, L’Udito, Il Tatto Pag. 122
  22. JAN WOUTERSZ VAN DER TIJT Viaggio di Abramo Pag. 130
  23. BRUEGHEL ABRAHAM Fiori, frutta e volatile Pag. 132
  24. PIETRO NOVELLI Gloria di S. Francesco di Paola Pag. 134
  25. JOHANNES HERMANS Coppia scene animali e caccia Pag. 138
  26. DAVID DE HAEN Cristo benedicente Pag. 142

 CATALOGO DELLE OPERE DEL XIX E XX SECOLO

  1. FRANCESCO HAYEZ Autoritratto Pag. 154
  2. FILIPPO BENUCCI Palermo da Santa Maria di GesĂą Pag. 158
  3. TOMMASO RIOLO Veduta della Zisa Pag. 162
  4. GIUSEPPE PATANIA Cornelia madre dei Gracchi Pag. 166
  5. GIUSEPPE PATANIA Ritratto del Cardinale Pietro Gravina Pag. 168
  6. GIUSEPPE PATANIA Ritratto di dama Pag. 170
  7. FRANCESCO LO JACONO Giardino di primavera Pag. 174
  8. SALVATORE MARCHESI Angolo del coro di una chiesa Pag. 178
  9. JOSEF THEODOR HANSEN Strada di Monreale Pag. 182
  10. AURELIO CATTI Veduta di Torino Pag. 186
  11. FRANCESCO ZERILLI Il Tempio della Concordia di Agrigento Pag. 190
  12. ANTONINO LETO Marina con pescatori Pag. 194
  13. ANTONINO LETO La Chiamata Pag. 198
  14. MICHELE CORTEGIANI Veduta del golfo napoletano Pag. 202

02/12/2006
A cura di Antonello Governale
Altamura Editrice, Palermo 2006
Catalogo della mostra presso “Galleria d’ Arte Antica” di Antonello Governale
Via LibertĂ  102/a Palermo

2 – 16 Dicembre 2006

PREMESSA AL CATALOGO

Secondo una tradizione ormai consolidata è questa la quarta volta nella quale la nostra galleria crea l’occasione di un incontro con un selezionato gruppo di collezionisti, antiquari e storici dell’arte per presentare un gruppo di dipinti antichi inediti di elevato livello qualitativo provenienti dal collezionismo privato e dal mondo dell’antiquariato, alcuni dei quali si pongono all’attenzione dei cultori quali documenti artistici di notevole interesse.

E’ questo sempre un momento particolare, un’occasione unica per conoscere opere che altrimenti resterebbero confinate nel mondo esclusivo del collezionismo privato, in buona parte distanti dagli studi e dalla ricerca scientifica, destinate alla fruizione da parte di un ristretto gruppo di estimatori e che quindi non potrebbero assolvere quella finalità di messaggio culturale universale che l’arte trasmette.

Ma è contemporaneamente anche l’occasione per fornire a proprietari e collezionisti un nuovo strumento di conoscenza e valutazione dei loro beni secondo gli aggiornamenti più recenti degli studi, adeguato al loro attuale valore economico di mercato che, in fondo, è uno dei fattori determinanti per la nascita e l’evoluzione del collezionismo.

Infatti, se un discorso senza ipocrisie o falsi atteggiamenti intellettualistici può essere avanzato è quello che anche in Italia, al pari di altri paesi europei, deve darsi maggior forza al collezionismo privato con nuove leggi od iniziative che ne aiutino la formazione e lo spingano alla crescita, allo scopo di rilanciare con l’apporto di nuovi investimenti privati un settore, quello dei beni culturali, nel quale lo stato non investe le risorse che dovrebbe e rende asfittico il mercato dell’arte con strumenti legislativi protettivi non solo del patrimonio pubblico, ma limitativi anche del commercio privato di opere d’arte e della libera circolazione europea del bene culturale, da cui deriva una crisi del settore che investe la vasta popolazione degli operatori ad esso collegati.

Nella presente situazione di sfavorevole congiuntura economica, nella quale l’investimento finanziario in titoli ha ridotto notevolmente il proprio rendimento, si è cominciato ad apprezzare maggiormente quello in opere d’arte che nel tempo medio offre rivalutazioni più consistenti per opere di elevato livello. Gli investitori più illuminati, infatti, hanno compreso il valore e l’importanza di collezionare opere d’arte che appagano sempre più le loro esigenze estetiche e contemporaneamente accrescono il valore dei propri investimenti. Nel mercato prende anche sempre più campo lo storico strumento del “baratto” che in periodi di scarsa liquidità economica

ha sempre agevolato l’interscambio, attraverso il quale si possono permutare opere già possedute a favore di altre più rispondenti alle esigenze del collezionista.

Su tale nuova e più attuale configurazione del mercato può muoversi, a mio avviso, il moderno collezionista, fondamentalmente amatore d’arte ma nello stesso tempo investitore, che ama possedere un bene per riceverne l’appagamento estetico e culturale che esso gli procura, ma nello stesso tempo desideroso di ricevere tutte quelle certezze di realizzo e rivalutazione che l’opera d’arte deve anche corrispondergli.

Tale è il motivo per il quale oggi il mercato nel campo dei dipinti antichi tende sempre più a qualificare le proprie opere, generalmente non firmate, con attenti studi corredati da documentazione adeguata che ne testimonino il livello artistico, mentre quello dei dipinti moderni e del secolo XIX, generalmente accompagnati dall’attestazione dell’autore oltre che da adeguata documentazione, ottengono in proporzione esiti di mercato generalmente più sostenuti. E’ tale è il motivo per il quale l’investimento in dipinti antichi, ancor oggi può offrire ottime opportunità.

Appunto nella ricerca di una tale selezione si è indirizzata la presente esposizione, che ormai conferma le esperienze analoghe degli anni 1997, 1999 e 2003, e che offre in mostra opere altamente selezionate, appartenenti ad artisti assolutamente rari sul mercato dell’arte.

Appare una splendida tela di Matthias Stomer, un inedito Cristo Deriso, eseguito dall’artista in Sicilia e proveniente da antica raccolta dell’isola, della quale una replica si ritrova anche presso il Museo di Castello Ursino di Catania a denotare il successo dell’opera, sono presenti ancora tra le opere inedite un Martirio di S. Stefano del Boscoli e quattro tele del Ribera: Cristo deposto, versione analoga a quella del Louvre, di medesimo livello artistico, per la quale sarà interessante il confronto; un Gesù fra i dottori, tela sulla quale si è ritenuto rivedere

una vecchia precedente attribuzione a Louis Finson al lume dei piĂą recenti studi sul Ribera, ed altre due tele riferite allo stesso: S. Onofrio e S. Sebastiano.

Ancora si ritrovano una inedita ed interessante Giuditta del Renier, fortemente influenzata dalla poetica del Vouet ed un Cristo e l’adultera del Tournier, quest’ultimo artista francese di Montbeliard del quale, al lume degli studi più attuali, si delinea sempre più la straordinaria personalità pittorica degli anni romani. Sono poi in mostra un Cristo davanti a Caifa riferito al “Maestro del lume di candela” che ho ritenuto identificare nel pittore Joachim Sandrart del quale è fin troppo noto l’apporto culturale e pittorico nel mondo della pittura romana del secolo XVII e, nel campo delle rappresentazioni al lume artificiale si ripropone una Incredulità di S. Tommaso, un tempo data al Rodriguez, ma oggi ricondotta a Trophime Bigot.

Sono presenti ancora interessanti tele del Guerrieri, del Boscoli, dello “Stradano, del Novelli e di altri che sarebbe lungo enumerare, per alcuni di essi si è ritenuto apportare delle revisioni su precedenti attribuzioni avanzate, eventi non rari nel mondo della storia dell’arte dovuti agli avanzamenti degli studi.

Una sezione a parte è stata dedicata ad alcune tele del secolo XIX di scuola siciliana.

Ritengo che questo evento, per l’opportunità che offre di visionare opere così interessanti e varie, specialmente quelle dell’intenso e vivace mondo dei pittori residenti a Roma entro la prima metà del secolo XVII, rappresenti un momento culturale di grande interesse, come anche lo è per le riflessioni operate dagli estensori delle schede.

Per concludere desidero richiamare l’attenzione del lettore sulla bella tela del Cristo Benedicente, opera di estremo lirismo pittorico, che completa una serie di Apostoli apparsi negli ultimi anni sul mercato antiquario nazionale, per il quale è stata compilata una esaustiva scheda illustrativa. Tale serie, a mio avviso, attesta uno dei momenti più interessanti e vitali della pittura romana del primo ventennio del secolo XVII.